Questo fatto persuase lʼaccorto signore dʼOlonzac a ricercare di bel nuovo le grazie della puntigliosa Fred Chinchilla. Nello stesso tempo il Mercante di Pneumatici, che naturalmente non poteva mettersi a lottare con un Ministro dʼIndustria e Commercio, ritirò le sue credenziali. Ma, per consolarsi dellʼabbandono, fece tappezzare i muri della Capitale con un cartello di pubblicità, nel quale i suoi pneumatici erano fatti preferire al pubblico dal sorriso dʼuna donna che somigliava spudoratamente a Mimi Bluette.

E Linette, cameriera dalle calze di voilé, rimase il domestico angelo guardiano della Ministressa Mimi Bluette.

Ormai dunque le si apriva dinanzi ciò che si usa chiamare «un orizzonte politico». Dalle sue piccole mani quasi azzurre poteva essere gettato qualche dado nel bossolo della sorte repubblicana; sui Dipartimenti e su le Colonie aleggiava il profumo della sua nascosta e leggera sovranità. Se avesse avuto quel bernoccolo del governo che rese illustri tante Ninfe Egerie della politica francese, la prodigiosa Mimi Bluette, inventrice del My Blu, avrebbe forse potuto tramandarsi alla storia insieme con lʼamante del generale Boulanger, od almeno in compagnia di quellʼammirevole ispiratrice, od aspiratrice, che fu Madame Steinheil.

Ma ella di governo ben poco sʼintendeva, ed il Ministro non riuscì a svegliare in lei nessun amore per la politica, nè per gli uomini che si contendono il potere. Ella sopportava questa Eccellenza, come aveva sopportato il Mercante di Pneumatici, come aveva sopportato il Grande Industriale, nonchè tutti gli altri che si erano presi cura di lei, studiandosi di fare quel che poteva per il bene del paese; poichè gli affari dʼun Ministero dipendono spesso dal modo come Sua Eccellenza il Ministro ha passata la notte.

Ora, lʼIndustria ed il Commercio della Repubblica non poterono che lodarsi di lei.

Nella sua qualità di Ministressa ella fu delegata in quei tempi a rappresentare la Repubblica nelle coltri borboniche di un giovine Re Cattolicissimo, che Parigi festeggiava.

Più tardi un Granduca nevrastenico disannoiò nelle sue morbide braccia le imperiali malinconie dellʼanima slava.

E rimase in carica fin quando il Gabinetto fu rovesciato. Poi uscì dalla politica per entrare nellʼamore.