—Oui, ça mʼest égal... Mais, toutefois, dites–lui que je préfère donner moi–même, sans quʼon me tape,—rispose Bluette, avvolgendosi nella pelliccia che le portava il piccolo turco Mohammed.

Uscirono insieme, tra i commiati rumorosi di tutta quella onorevole compagnia.

—Fi!...—sibilava la Grande Rouquine,—Bluette va faire une sottise!

E Limka, tzeco delle Batignolles, strizzando lʼocchio aʼ suoi zingari dalle giubbe scarlatte, suonava con maestrìa, con impeto, le note capziose dellʼantico My Blu.

Dopo un centinaio di metri Castillo abbassò un vetro, per dire al meccanico:

—Allez au Bois de Boulogne et marchez très doucement.

Questi lo guardò come si guardano i clienti esecrabili, poi alzò il bavero della sua casacca e rispose:

—Bien, mʼsieu!

La neve senza vento cadeva su la città in calme strisce verticali, che sembravano propagare un tremito nella bianchezza dellʼelettricità; si accumulava sui davanzali delle finestre come per chiuderle, costruiva lunghe dighe invarcabili su lʼorlo dei marciapiedi. E lʼautomobile camminava senza urto nel dedalo dei quartieri deserti, per i bianchi anfiteatri delle piazze, andando via, lieve, quasi tacita, su quellʼelemento agevole che i fari avvolgevano dʼun largo alone scialbo nelle zone dʼoscurità.

—Monsieur Laire, jʼai presque froid... cette fourrure me glace...