Anche l'altro gallo era quasi cieco, a metà spennato, e saltava su le zampe trafitte, che sembravan due moncherini sanguinolenti. Ora, per incontrarsi e mordersi tra quel velo di sangue, dovevano entrambi cercarsi lungamente, cosicchè andavano alla cieca, brancolavano, starnazzavano qua e là, come anitre su le ali infrante. Ma non appena s'accorgevan d'essere a contatto, la furia d'entrambi e quella dei loro partigiani così fortemente aizzavan la lor vita esausta, che l'uno all'altro s'avvinghiavano, si tenevan disperatamente, quasi tentassero con una presa d'artigli di supplire alla vista perduta.

Ma ora Blas moriva. Blas il vittorioso, Blas l'omicida, il gallo fulvo, pieno di cicatrici, Blas l'intrepido, Blas l'incoricabile, ormai cadeva, rantolava, non poteva più reggersi... ancora un passo, due passi, l'ultima beccata, l'ultima speronata nel vuoto, e la vescica di sangue si gonfiava, pesava troppo, lo trascinava giù... Blas moriva.

E cadde. Aperse le ali monche, si piegò da un lato, giacque. Inglés lo andava cercando. S'intese un fischio. [pg!178] Le popolane ridevano. I loro ventagli, i loro braccialetti, le belle camelie che avevan nella cintura, le lor trecce così ben pettinate, i lor occhi neri, pieni di limpida crudeltà, tutto si muoveva, si agitava, sollevava una specie di sanguinario palpito intorno a quella formidabile agonìa.

Inglés cercava l'avversario morente. Torcendo il collo implume per vedere ancora un po' di luce, lo andava dappertutto cercando a piccoli salti, qua e là, frammezzo alle penne recise, alle pozze di sangue, perdendo la direzione, come un ubbriaco. Finalmente lo trovò. Blas agonizzava sul pavimento. La vescica di sangue era divenuta enorme; la zampa armata di sprone ogni tanto sferrava un colpo nel vuoto. L'ala infranta gli si era piegata sotto, come un tabarro lacero. E c'eran uomini tutt'intorno alla gabbia, con l'orologio alla mano, che contavan gli attimi della sua agonìa. Ciò voleva dire denaro, molto denaro...

Si udiva contare:—Venti seis... trenta y dos... quarenta y ocho...

Le popolane ridevano. Il venditore di dolciumi, con il suo ceffo butterato dal vaiolo, rôso da un principio di lupus, ricominciò a camminare tra la gente, alzando il suo largo piatto di zinco dov'erano pezzi di torrone, frutti canditi, semi di zucca salati.

Ogni tanto si fermava, per numerare anch'egli, ad alta voce, i minuti ed i secondi dell'agonìa:—Uno y tres... uno y medio... uno y trenta seis...

Blas era morto.

Ciò voleva dire denaro, molto denaro...

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