Camminando eravamo giunti sotto gli alberi del Campo de Volantin; il fiume carico di zattere passava con la sua calma onda, che pareva confondersi, perdersi, nelle distanze della sera. Qualche marinaio scamiciato, bruno come il legname della sua zattera, fumava, immobile, seduto su cumuli di mercanzie. Scendeva incontro al mare; portava i tesori della sua città ricchissima verso l'infinita onda. Più lontana, quasi cancellata nel rossore del tramonto, brillava l'attrezzatura di qualche alto naviglio; il Rio Nervion sentiva cantare nella sua terrestre anima, fremere nella sua lentezza dorata, nella sua docile vasta navigabilità, il divino Atlantico.

—Ecco veramente una bella idea!—mi disse ancora Madlen.—Io non sono mai stata a Lourdes. E voi?

—Sì, una volta; ma tornerei volontieri.

—Ebbene, volete credermi? Non so quante volte ho pensato che amerei bagnare le mie dita in quella fontana miracolosa. Ma insieme ho sentito che ne avrei paura, una paura forse invincibile... Non però con voi; mi sembra che andando con voi non avrò alcuna paura. C'è in voi un uomo il quale riesce a deridere ogni cosa, ed io vi amo perchè siete così forte.

[pg!199] —Non è una forza, Madlen; è una maniera dolorosa ed amara di abbandonare agli altri la bellezza che non può esser mia. Veramente forti sono gli uomini che credono ciecamente in cose non vere. Essi cominciano con una conclusione; il dubbio non li tormenta; sono tranquilli perchè racchiudono in sè una certezza definitiva. Ma io, quando penso ad una cosa, vedo sempre mille strade, ugualmente vere, ugualmente false, per le quali ci si perde. La sola verità è questa:—«Chi pensa non può concludere; chi pensa non può credere. Il mondo, per l'uomo, è privo di conclusione. Allora non rimane che una tranquillità: sorridere.»

Mi ascoltava, con i suoi occhi dorati, ove pareva salisse dal fiore dell'anima una luce spirituale; mi guardava come se io possedessi di lei quasi l'amore. Sul mio braccio la sua mano pesava; una docilità, una stanchezza d'innamorata entrava in lei; nell'anima di questa giovine donna oppressa da molte colpe vedevo quasi nascere un senso di purificazione. Ed io mi domandavo se la più perfetta bellezza d'una donna può anche non essere che un vano errore nostro, o se invece questa bellezza è qualcosa di reale, di assoluto, nell'armonia totale della natura, un segno di vita superiore, una forma divenuta musica, una vera elevazione. Solo in tal caso amare una donna può essere una maniera legittima e spirituale d'intendere la vita.

Ma io ripetevo a me stesso:—«Chi pensa non può concludere; chi pensa non può credere...»

Un fiume passa; una città entra nella sera; l'esausta fatica delle officine si alza nell'aria in pesanti nuvole di fumo; la strada è bella, è nuova, confonde in sè mille anime; i giardini ancor pieni d'estate mandano un [pg!200] profumo di maturità; le case diventano azzurre; qualche voce canta, le vetrine brillano; chi è stanco dormirà; chi ama una donna la stringerà nelle sue braccia violente; il fiume passa; ogni uomo trascina con sè la forma della propria ombra, e questa ombra pesa; nel cielo eterno si alza il respiro di una immensa fatica; il fiume passa; una donna mi guarda; un povero, nella sua diseredata libertà, mi sembra quasi felice;—tutto questo è il rumore d'una giornata umana, un po' di giovinezza finita, un po' d'amore disperso... Madlen, e la tua bocca è giovine, la tua mano è calda; il fiume passa, passa...

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