La udiva sempre tossire; vedeva i suoi larghi occhi divenir sempre più immobili nel viso emaciato. Poi si era nel mezzo del Febbraio; l'11 Febbraio dell'anno 1858.

Ma Bernadette si avvolse le spalle nel suo logoro scialle di lana fulva e silenziosa camminò dietro la sorella. Fuor del borgo s'incontrarono con Jeanne Abadie, la figlia d'un vicino, che andò con loro.

Scesero. Le Gave de Pau traversava con impetuose onde la dura vallata. Si udiva il rumor del fiume cantare fino al cielo, gonfiarsi, perdersi nell'inverno scintillante. La bianca erba si accendeva di arcobaleni sotto il gelo della brina. I sentieri lungo il fiume, di là, nei boschi, erano deserti.

Non un rumore d'animali o d'uomini; dappertutto, a perdita d'occhio, lo squallore silenzioso e fertile dell'inverno. Le tre fanciulle camminavano; giunsero al guado; le prime due passarono; Bernadette restò.

Restò presso il fiume, paurosa di mettersi nel guado, e co' suoi grandi occhi d'allucinata guardava la rupe di Massabielle.

Un senso di freddo sgomento l'assalse; non vedeva nemmeno più la sorella, nè Jeanne Abadie, che si erano allontanate per la boscaglia dell'altra riva.

[pg!212] Ella sola, con i suoi capelli pieni di vento, con le sue spalle intirizzite sotto lo scialle di lana fulva, era in mezzo a quel grande inverno; il fiume pareva l'assalisse con il suo fragore di ciottoli e di spuma; lontano brillava le Pic du Midi.

E Bernadette guardava la rupe di Massabielle. Rossastra, tutta macigno e ruggine, con ciuffi di rovi, essa entrava nel cuore della vallata, costringendo le Gave de Pau a formare un gomito. A piè della rupe, tra le sue forre, quasi dirimpetto al guado, era una vecchia spelonca, una semplice fenditura nel macigno, non profonda, ma obliqua e buia. I caprifogli selvatici l'ostruivano, e gli spini. V'entravan d'inverno le bestie selvatiche; d'estate, qualche volta, i pastori.

E Bernadette guardava i nudi spini, fioriti per il gelo dell'inverno, simili ad un cespuglio di trina. Forse, nell'anima sua di pascolatrice, tra quel fragore immenso della solitudine, ripensava le praterie di Bartrès, quando, in sul finire d'Aprile, tutto si profumava di mughetti, quando, nel dolce Settembre, la foresta diventava un prato di ciclamini.

Ed anche allora quel fiume leggero correva sotto la catapecchia della povera donna di Bartrès; talvolta pareva l'assalisse con il suo fragore di ciottoli e di spuma. Lontano brillava le Pic du Midi.