E mentre guardava, e mentre quella bianca velocità passava, non fuori di lei, ma in lei, dentro il suo cuore di pascolatrice, le pareva d'esser presa nel guado, sollevata nella forza dell'ondata, percossa dai ciottoli, travolta, come i rami neri che scendevano dalle pinete di Bartrès.
Voleva chiamare la sorella, chiamare Jeanne Labadie; ma erano lontane, andate su per il monte a raccogliere [pg!213] fuscelli secchi e sterpi di buona scintilla, per far bollire l'acqua della cena, lassù, nel tugurio del mugnaio Soubirous.
E le pareva ora d'esser lontana da tutti gli uomini, di sentirsi a poco a poco sollevare come da un raggio di sole nell'inverno infinito, e che una voce distante, simile forse a quella del diacono Ader, simile forse alla musica del fiume, andasse cantando per tutta la montagna le parole pronunziate nella basilica dal cantore del Vangelo:—«Bernadette Soubirous è nella grazia del Signore.»
Cadde a ginocchi sul greto selvaggio; in lei passava uno straordinario soffio di amor divino. Era la benedetta, la iniziata, la prescelta; era la sposa del Sublime Possessore; vedeva in Dio, sentiva nel perfetto Bene, aveva il raggio del miracolo ne' suoi capelli pieni di vento.
E questo raggio, davanti a' suoi ginocchi, formava una macchia di sole; e questo sole, traverso il guado, brillava come una spada miracolosa; e questa folgore assaliva la spelonca de' caprifogli, de' nudi spini, bruciava tutta la rupe di Massabielle, era un fiocco luminoso, un alone biondo, la fiamma terrestre del Divino amore, la presenza di Dio...
Lontano brillava le Pic du Midi.
Tornarono le due fanciulle, con i grembiuli ricolmi di fuscelli secchi e sterpi di buona scintilla. Mentre ancor stavano su l'altra sponda e s'appressavano al guado, videro Bernadette inginocchiata, con i due polsi [pg!214] in croce su lo scialle di lana fulva, e le gridarono:— «Bernadette, che fai? Lévati! lévati! ora veniamo.»
Posero il piede ignudo sul primo sasso del guado.
Ma la Santa di Bartrès non si muoveva.
E passarono su l'acqua, tra le frange di spuma, nel pericolo della bianca velocità, con i grembiuli riversi e gonfi, attente ove mettere il piede.