E mi ricordavo l'alba senza stelle, davanti al lampione ad arco del Teatro Eugenia Vittoria, che faceva dondolare, con un lento ronzìo di corde elettriche, il suo globo spento.

Frattanto Lord Pepe, in un pessimo francese, tutto cosparso di vocaboli spagnoli, discuteva da uomo competente sul prezzo de' rosari. Aveva deciso di comperarne almeno quattro; e li scelse con infinita cura, e li fece ravvolgere in carta velina, trattandoli, adesso ch'eran suoi, con particolare devozione.

Chissà?... Fors'egli li destinava ad essere una pia testimonianza della sua devozione presso la zia paralitica e milionaria che governava il feudo di Zaraùz, inchiodata nella vecchia poltrona, con un rosario per braccio, la Bibbia sott'occhi, e il testamento olografo sigillato nel libro dell'amministrazione.

Che malinconia, povero Lord Pepe!... Essere stato elegante come un baronetto inglese, per finire con sposarsi Adelaida, la cugina provinciale, che certo portava con severa cattolicità le opache mutande di cotone! [pg!227] Aver dormito a fianco di Madlen ed immersa la bocca ne' biondi riccioli di Litzine, per slacciare poi, la sera delle nozze, in una camera fredda, presso un fuoco semispento, le dure balene di un busto quasi verticale... Avere quaranta soprabiti, trecento cravatte così bene assortite, saper ballare il tango argentino con le ragazze della Pampa, nella sala del Rat Mort, per seppellire sè stesso all'ombra d'una buia moglie romantica, sul labbro della quale, col volgere dell'età, comincerebbero a spuntare i baffi!... Che malinconia, povero Lord Pepe, que' profumati giardini di Zaraùz!...

Nondimeno, questo figlio d'un banchiere della City, dal quale i Circoli di Regent Street e le sartorie di Piccadilly, gli alberghi del continente ed i balli di Montmartre, le case da giuoco internazionali ed i boudoirs delle cortigiane di Francia andavano man mano cancellando ogni traccia della dura provincia, questo meticoloso buongustaio ed intrepido guidatore di macchine da lunga strada, aveva indelebilmente in sè qualcosa di quella sua razza cattolica ed avara, superba e superstiziosa, che stava ormai tramontando nella poltrona di doña Isabel.

Questo era ben visibile, quand'egli palleggiava come un esperto intenditore i piccoli rosari di Lourdes, o comperava le cartoline illustrate della Grotta Miracolosa, e quando, involontariamente, nelle botteghe di oggetti religiosi, per le vie della sacra Lourdes, non poteva trattenersi dal riverire gli alti prelati ed inchinarsi alle insegne del potere ecclesiastico. L'amabile ironia con la quale parlava di cose della religione, anzichè nascondere, illuminava in lui, ne' suoi occhi di schernitore, l'anima del credente.

[pg!228] Ed un giorno egli sarebbe divenuto senz'alcuna fatica l'onesto marito della buia cugina Adelaida, il duro padrone del feudo di Zaraùz, quegli che avrebbe raccolto dalle mani tremolanti e gialle della zia cattolicissima l'eredità secolare degli Higuera. E il confessore della sepolta doña Isabel, un macilento Gesuita impenetrábile, sarebbe divenuto il braccio destro del giovine vizcomde don Josè; con questo freddo monaco, nella scura biblioteca, d'inverno, sotto il fumo d'una lampada a petrolio, avrebbe riveduti i contratti d'affittanza, i redditi già esosi, quelli da imporre con nuova usura, poi gli sfratti ch'era opportuno dare agli antichi inquilini delle case di Madrid, e gli impieghi da scegliere in titoli esteri, secondo il fluttuare della malcerta peseta...

E la buia cugina Adelaida, or divenuta con severa magnificenza la viscontessa Fernandez de Higuera, lo avrebbe lentamente attratto nella viscosità della sua carne romantica e provinciale, lo avrebbe avvezzo a preferire, fra tutte le ciprie, quella che odora di natural gelsomino, fra tutte le pettinature quella che manca di ferro e di complicazione, fra tutte le gioie dell'amore quelle che approdano alla eterna e sacra maternità...

Dunque sbizzarrítevi ancora un poco, giovine Lord Pepe! Ha ragione vostro padre, banchiere a Londra: per far bene tutto ciò che da voi si richiede, bisogna prima aver dormito nelle braccia folli di questa bionda Litzine!...

Ed ora noi camminavamo per le vie di Lourdes, frammezzo a quella densa folla che sempre vi conduce il tempo dei pellegrinaggi. Litzine raccontava in qual modo Lord Pepe aveva saputo del nostro viaggio a [pg!229] Lourdes, e come in séguito avevano entrambi deciso di venirci a ritrovare nel mistico eremitaggio.