Ella tornò a dire:—«Non sei ancora svestita?» Lo disse con una voce opaca, una voce sorda, pesante, esasperata, una voce che dissipava l'ultimo indugio. Vedeva bene la mia gola rovesciata; vedeva bene che mi restava solo da entrare sotto le coltri.

E mormorò:—«Córicati...»—Mi tolse la vestaglia, sollevò il lenzuolo, mi appoggiò la bocca su la fronte, per aiutarmi col suo peso a cader supina.

Poi mi coverse; radunò sul guanciale i miei capelli disordinati; ravvolse la coltre, piano piano, intorno alla mia gola.

Faceva tutto ciò naturalmente, come una buona sorella, con le sue mani troppo calde, col suo respiro troppo intenso, lasciando sbocciare dalla vestaglia i seni malnascosti, che tremavano. I suoi magnifici capelli biondi formavano un semplice nodo, una specie di voluminosa matassa, che da un lato, mal rattenuta, le ingombrava tutta una spalla.

Io chiusi gli occhi. Non la volevo nemmeno guardare. Ma pensavo agli occhi freddi come l'argento, alla faccia devastata e bella del diácono Ralph...

Allora ella sedette su l'orlo del letto, piegata su me, reggendosi ad un gomito che affondava nel guanciale. Non ricordo bene cosa disse... molte parole, delle quali [pg!290] sentivo sopra tutto il fiato; il fiato caldo, vicino, insistente, gonfio d'una specie di grido represso, che mi toccava come tocca una mano, come un labbro bacia, come un amante si dà...

E quella voce mi penetrava nelle vene, spossandomi, ravvolgendo con insidiosa lentezza il mio corpo inebbriato; anzi non l'ascoltavo nemmeno più: era una voce piena di gioia carnale, che si confondeva quasi al rumore del vento, al colore bianco delle stelle, a tutto il piacere infinito che stava per nascere in me...

A poco a poco, le parole che mi diceva—parole che non ricordo e non so quali fossero—divenivan più pesanti, più sorde, cadevano su le mie palpebre chiuse, baciavano la mia bocca umida, mentr'io sentivo, ed ella pure sentiva, il mio grembo tutto tremante sollevarsi, pieno di felicità...

Nell'urto che ci avvinse, cadde il libro di preghiere.

E il vento pregava per noi, cantando, nella notte scintillante: