PROPRIETÀ LETTERARIA
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Stab. Tipo-Lit. FED. SACCHETTI & C.—Via Zecca Vecchia 7, Milano
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San Sebastiano, Settembre 1912.
Fino ad oggi, nella regale città di Maria Cristina, in questa gloriosa capitale del Nord, sul divino Atlantico, la cosa che più m'interessava era—lo confesso—l'imbecillissimo gioco del «trente et quarante».
Ma questa sera ho incontrata una donna, che i miei calmi occhi di navigatore forse non potranno dimenticare mai.
Eravamo seduti così presso, alla tavola del «trente et quarante», che un sottile velo di cipria, staccandosi dal suo braccio seminudo, impolverava leggermente la mia manica nera.
Giocava con febbre, giocava con irritazione, spingendo sul tavoliere, ad ogni colpo, senza nemmeno contarli, grossi mucchi di gettoni e di denaro. C'era in lei, nella luce della sua carne, forse nel colore de' suoi lineamenti, un non so che di pericoloso e d'innocente, una bellezza perfetta e funesta, torbida e scintillante, che formava, tra la luce de' suoi capelli, un'aureola di splendore, la isolava dalla folla, quasi cancellava intorno al suo volto la confusione di tutte l'altre fisionomie.