Egli allora tracannò—grave imprudenza!—un ultimo bicchiere di Malaga, strinse la mano di quella che fu per un momento Pastora Imperio, e se ne andò facendo risuonare gli speroni.
Ecco,—ed io mi trovai di fronte all'amore.
[pg!69] Una bella ragazza impacciata ed una pingue affabile donna, che il mondo calunnia di nomi scortesi per l'inoffensivo mestiere che fa...—ecco l'amore.
Dopo tanti sogni, dopo tante follìe dei sensi e dello spirito nel desiderare un'altra non ancora posseduta, ch'era lì, quasi a due passi da noi, dopo le danze di Pastora e la voce di Madlen...—ecco l'amore.
Sì, va bene, va bene, povera Sevillana... se mi attenderete un momento, giù dalle scale, o fuori, nel giardino... ora, fra poco, verrò.
E Socorrito, fiore di Siviglia, con i suoi occhi neri e calmi, fatti a mandorla, belli come l'indifferenza, mi guardò, sorrise, disse di sì.
Non volevo mostrarmi a fianco della Sevillana, in quelle sale medesime ove ogni giorno ero solito venire in compagnia di Madlen Green.
Rientrai. Madlen giocava; era in piena disdetta; Lord Pepe aveva una faccia lugubre.
—Oh, ditele voi che si fermi un poco!—esclamò Lord Pepe.—Sono mazzi terribili! Non si riesce a vincere un colpo.
Le avessi pur dato questo ragionevole consiglio, la mia raccomandazione sarebbe stata inutile. Feci assai meglio. Contai la somma che ancora le rimaneva sul tappeto, la raddoppiai con altrettanto mio denaro e le dissi: