—Ora, vi prego, giocate anche per me. Vinceremo. Io torno all'albergo. Sono stanco; mi duole il capo.

Ella si volse con un movimento veloce, un movimento imprevedibile, che fece brillare la sua nuca e diede una specie di contrazione alle sue spalle nude. Mi guardò, sorpresa, offesa, con i suoi bellissimi occhi dorati, che la maraviglia empiva quasi d'innocenza; poi disse:

[pg!70] —Come? ve ne andate prima di cena? Ma perchè?

—Sono stanco. Poi debbo scrivere molte lettere, molte lettere...

—Dov'eravate finora?

—Là fuori, sul terrazzo.

—Ah?... sul terrazzo?...

E si rivolse, con un movimento più repentino ancora, prese un fascio di denaro, lo buttò sul tavoliere, attese qualche attimo, vinse.

Io dissi:

—Comincia la fortuna. Continuate. A domani, Madlen. E Lord Pepe rideva.