Lord Pepe indossava, per traversare la Manica, un soprabito da viaggio così ampio e così adatto all'emigrazione, ch'era impossibile chiedere alla fantasia d'un sarto qualcosa di più conforme alla fuliggine dei treni ed alla inclemenza dell'acqua marina. Portava inoltre un berretto scozzese, ben calzato fino ai sopraccigli, una camicia floscia, un collettino di seta chiuso da una spilla doppia, che lasciava dondolare con il voluto disordine la gala d'una cravatta ferroviaria.

Lord Pepe rappresentava in quel momento l'uomo che viaggia; perfino le sue ghette sembravano fatte apposta per andare in treno; chiunque l'avesse veduto in quel perfetto abito da grand-express, avrebbe detto senz'altro:—Ecco un uomo che traverserà l'Europa.

Egli teneva tra le sue la mano di Madlen, senza dirle cosa alcuna, e tuttavia sembrava turbato. In lui nulla esprimeva il turbamento, fuorchè la sua bocca ben rasata, che si stringeva ogni tanto come per formulare una impronunciabile parola.

Allontanarsi da una donna è sempre cosa triste, perchè ogni donna possiede un poco della nostra gioventù. Quello che fu con una, certo non sarà con altre; l'amore che finisce è un'illusione perduta, un gioiello che [pg!112] non si ritroverà mai più. E lo sentono anche le anime semplici, se pure non comprendono il senso di questa grave tristezza.

La cosa più amara che sia nell'amore non è forse l'abbandono in sè stesso, quanto il suono indefinibile della parola: addio. Si può talvolta essere giunti fino alla sazietà, fin quasi all'avversione, ma nel momento in cui ci si dice addio, nel momento in cui la donna che fu nostra ridiviene per noi la forestiera, e quando pensiamo che l'amore d'un altro l'inseguirà, la gioia d'un altro la possiederà, ecco, ritorna in mente un bacio, una parola, una musica del passato, e nasce nell'anima di chi parte una desolata voglia di piangere.

Povera piccola Madlen!... s'era innamorata di lui per avergli veduto ballare il tango argentino con una ragazza della Pampa, in una sala del Rat Mort—e questa era senza dubbio una cosa molto gentile;—povera piccola Madlen!... aveva cambiati al suo fianco centinaia d'abiti uno più bello dell'altro, stritolate co' suoi dentini scintillanti un infinito numero di «crevettes grises», sorseggiate con le sue rosse labbra tante coppe di amaro Sciampagna, giocato vicino a lui, con una storditaggine ammirevole, tanti e poi tanti fasci di que' larghi biglietti da mille, che a lui mandava il suo ricco sfondato padre, banchiere a Londra... povera piccola Madlen!... aveva inoltre fatto con lui tanti gentili capricci, tante adorabili sciocchezze, tante piccole civetterie... si era lasciata per così lunghe notti baciare, stancare da lui... tutto questo non valeva dunque la pena ch'egli sentisse, nell'abbandonarla, una piccola malinconia?...

Sì, certo; poichè queste cose per l'appunto sono l'amore; sono l'amore di tutti gli uomini e di tutte le [pg!113] donne, anche se la forza del buon senso cerca di reprimere in noi questa insoffocabile poesia. Forse Lord Pepe se ne sarebbe dimenticato in poche ore, perchè il suo cuore non aveva memoria, i suoi sensi non avevano fedeltà; ma in quel momento era triste; io lo vedevo.

Ed infine le disse:

—Ecrivez-moi une lettre, Madlen, si vous n'avez rien de mieux à faire...

—Yes, dear.