—Cosa facciamo alla stazione ora?

—Nulla; andiámocene.

—Sì, e dove?

—Ritorniamo a piedi, se volete.

—Ritorniamo.

—Che ore sono?

—Le undici.

Il vento agitava le stelle disseminate nel lontano spazio; un odore forte d'ondata marina investiva la terra buia. Nel passare frammezzo a due nuvole un filo di luna batteva su qualche fredda invetriata.

Le diedi il braccio; e camminammo.

Si muoveva con leggerezza, quasi con gioia, rovesciando un po' la fronte all'indietro per immergere la bocca nel vento profumato. Era stranamente simile a qualcosa che avevo già veduto, ad una sensazione che avevo già provata. Non so dove, non so quando, forse ne' miei lontani anni, quando credevo all'amore; all'amore come ad un miracolo che ogni giorno può nascere per via, all'amore come ad un profumo che venga da fuori di noi.