—Oh! mais alors il ne nous reste qu'à suivre l'exemple de cette Déesse, qui dépensait très peu pour ses toilettes, préférant se promener toute nue sur les plages que fréquentaient les Athéniens. Fermez donc les volets, monsieur le poëte! Madlen est assez belle pour laisser tomber sa chemise, et moi, si vous atténuez la [pg!138] lumière, je vous avouerai tout bas que, pour mon compte, la Grèce n'a eu qu'un poëte: ce poëte était une femme, son nom était Sapho...
Così parlando Litzine frugava nella borsa mezzo vuota; Madlen scioglieva il suo leggero busto. Un profumo di nudità femminile riempiva la soave stanza.
Chiusa la finestra, mitigato il fulgore delle numerose lampadine, or novamente ci fasciava la notte scura e colpevole, ci avvolgeva il suo torbido silenzio, che in sè custodisce ogni folle peccato.
Forse non ho mai vedute insieme due così belle creature. A poco a poco mi dimenticarono. Solamente le donne timorose dei propri difetti si rassegnano mal volentieri a lasciarsi veder discinte. Il pudore non è per la donna che un dubbio di natura estetica, in contraddizione con la sua fondamentale propensione ad essere impudica ed a giacere ignuda. La forma femminile è ciò che deve aver suggerito ai primitivi artefici la tentazione di esprimere un'idea con note musicali. Poichè la musica viene dall'amore. Viene da quell'amor sensuale, da quella tendenza verso l'amplesso, cui tutto l'universo ubbidisce.
Nulla nel mondo è così degno di religione come la bellezza del corpo femminile. La voluttà è sublimazione d'intelletto, stupenda e grave, poichè affaccia verso desiderî ulteriori, che non appartengono alla umana vita. In verità la gioia dei sensi non è mai totale nè perfetta, poichè s'inoltra verso l'ingaudibile.
Così pensavo, guardando lo splendore di nudità che sbocciava dalle tenui biancherie delle due bellissime cortigiane. Que' trasparenti involucri di fino batista si scioglievan dai loro dolci corpi come da un fiore l'involucro; per qualche istante rimanevano pregni e gonfi del lor [pg!139] profumato calore. Un po' assorto nel sogno e nella tentazione, avvolto io pure nella ebbrezza musicale del vino biondo, sommerso in quel profumo di capelli odorosi e di stoffe leggere, di fragranze carnali e di ciprie imponderabili, non udivo che un rumor confuso d'acqua e di braccialetti, un fruscìo di vestaglie, un ridere di parole sommesse, di qua, di là, tra l'urto continuo de' pettini e de' cristalli; tutto ciò nel caldo peso della notte, nel silenzio rumoroso delle mie battenti vene, tra il fuoco delle rifrazioni minutissime che l'unica lampadina ripercoteva nelle specchiere luccicanti.
Erano due perfette cortigiane, due creature gloriose di tutto lo sfarzo che può essere nella bellezza umana, ed avevano dato sè stesse al piacere altrui. Traverso i lor corpi formati con un raggio di sole era passato il desiderio degli uomini come l'impeto lirico in una concitata poesia. Eran forse due donne vendute, ma professavano la loro sottomissione con una specie di stupenda regalità, esercitavano la bellezza, dispensavano il perfetto piacere, come l'artefice d'un'opera d'ingegno regala sè stesso nel suo felice capolavoro.
Il Codice di Diritto Civile, questo grottesco libro di satira sociale, non possedeva un certo numero di articoli destinati a disciplinare la lor vita insolente, come invece ne ha per incatenare la triste obbedienza delle donne maritate. Nessuno le poteva costringere ad esser madri, nessuno poteva imprimere su la loro nudità scintillante il marchio dell'assoluta proprietà. Nel secolo di tutti i cataloghi e di tutte le classificazioni esse vivevano, libere da ogni casta, franche da ogni servitù splendenti come i loro gioielli, maravigliose come i loro [pg!140] vizi, tuffando crudelmente nel denaro altrui la mano inanellata o regalandosi al primo venuto, se questi era un uomo che poteva, per qualche notte, impadronirsi del loro generoso piacere.
E nel guardarle pensavo all'infinito gregge perpetuo delle madri di famiglia, le opache femmine d'un solo padrone, sovente a lui avverse, umili e pazienti come bestie da lavoro, piegate al giogo domestico da una fredda e necessaria fedeltà. Pensavo a tutta la gioia che si disperde nella soffocante abitudine della coltre familiare, alla distruzione d'ogni poesia che governa le astiose lussurie dei talami coniugali, e mi pareva che qualcosa d'ingiusto fosse ancora nella sorte della umana famiglia, dove un uomo ed una donna, condannati a patirsi per l'intera vita, eran costretti a rifugiare nel silenzio di oscure tentazioni l'insoffocabile amore della ubbriacante novità.
E pensavo al triste adulterio, alle buie camere pomeridiane ove si consuma il tradimento; pensavo ai talami provvisori, dietro i subdoli usci dei quartieri senza portineria, nei calmi vicoli crepuscolari, dove l'infedeltà nasconde con paura i suoi mediocri paradisi.