—Mon précepteur m'a appris, lorsque j'avais douze ans, qu'il ne faut jamais éviter de rendre service à une dame.

E chiusi gli occhi.

Mi pareva così di essere perfettamente in pace con la mia coscienza e di poter continuare, fra me stesso, a trarre conclusioni su gli usi ed i costumi del secolo. [pg!145] Pensai con fervore ai benemeriti Soci e Patronesse della Lega per la Morale Pubblica, personaggi che, dovunque io vada, mai si dipartiscono dalla castigata mia memoria. Pensai con vero conforto alla timoratezza protocollare di questo secolo, nel quale non è lecito scriver libri ove bruci l'ardore dei sensi e dove l'anima de' buoni credenti non trovi pane per la propria elevazione, secolo d'innocenza e di timore in Dio, del quale soltanto un feroce umorista potrà più tardi essere il fedele dipintore.

Fatta questa lieve riflessione, pensai che soltanto la giustizia è bendata, non il buon senso; per il che provvidi a riaprire gli occhi.

Litzine e Madlen eransi coricate; una dolcissima coltre nascondeva l'eterna forma del peccato. Sui guanciali di pizzo, disciolte, si arruffavano le lor dissimili capigliature. Una entrava nell'altra, come il fieno scuro nella paglia bionda.

Spensero il lume. Nella camera, che parve per un attimo buia, vidi la finestra divenire fortemente azzurra: mi levai e la chiusi.

Il lampione ad arco del teatro Eugenia Vittoria faceva dondolare, con un lento ronzìo di corde elettriche, il suo globo spento.

Lasciai cadere le tende. Fra l'alba e noi ridiscese pesante la notte. Una lampadina, dietro l'uscio semichiuso dello spogliatoio, mandava nella camera torbida il suo mitigato chiarore.

Sentivo in me salire a ondate, a folate, con una specie di voluttuosa lievità, il fumo del vino biondo, la spuma dorata che brilla sul vertice d'ogni pensiero della vita, [pg!146] quel tremore dell'anima e dei sensi che i poveri di spirito non osano chiamare poesia.

Parlavano. Le lor braccia nude, libere dal peso dei braccialetti, si muovevano con lentezza, con insidia, tuffandosi nel tepore della coltre. Madlen era dalla mia parte; i suoi piedi congiunti sollevavano appena la seta leggera del piumino. Il lenzuolo delineava la sua lunga forma, come la tela umida si avvolge al rilievo d'una statua supina. Litzine, con voce un po' sonnolenta, raccontava una storia veramente noiosa: la storia d'un Commodoro Americano, ch'era giunto a Biarritz con il suo yacht, e portava al guinzaglio un certo suo giovine leopardo, che nell'atrio del Casino aveva morso non so chi...