[344]. Mem. e Doc. p. la storia di Lucca, IV, ed. Bertini. Lucca, 1818, pag. 309. Lo stesso nel documento lucchese dell'819, edito dal Muratori. Antiq. Ital., Diss. XIII.
[345]. Ibid., Id., vol. IV, pag. 309.
[346]. Della Rena C. Storia degli antichi duchi e marchesi di Toscana. Firenze, 1690-1764, vol. III, pag. 41. Per la data cfr. Overmann, Gräfin Mathilde von Tuscien, Innsbruck, 1895, pag. 156.
[347]. Muratori. Antiq. Ital., Diss. XIII.
[348]. Id. Ibid.
[349]. Solmi A. Le diete imperiali di Roncaglia e la navigazione del Po presso Piacenza. Estr. dall'Archiv. Stor. per le Prov. Parmensi. N. S. vol X, 1910, cfr. pag. 20-21 e 31-32; in cui sintetizza il sistema cui dette il nome nel lavoro sulle associazioni.
[350]. Darmstädter, loc. cit., pag. 7. Alboino occupò i castelli di Verona e di Pavia; Liutprando ed Astolfo i palazzi bizantini di Ravenna.
[351]. Ne offre esempio sicuro la Legge Salica (Tit. XLV De migrantibus). Leggi e documenti provano che anche presso i Langobardi ebbe vigore lo stesso sistema.
[352]. Salvioli G. Città e campagne cit., I.
[353]. Troya. Cod. dipl. lang., n. 812, a. 764, n. 671, a. 753, e Chroust, Untersuchungen über die langob. Konigsurkunden. Graz. 1888, n. 15, pag. 204 e n. 20 pag. 181.