Doc.to dell'a. 937 riportato dal Ducange: de villa Raucho et de omnibus arimannis in ea morantibus omniaque districtionem omnemque publicam functionem et querimoniam quam ANTEA publicus nosterque missus facere consueverat... custodiant et observent. Cfr anche Savigny C. F. Storia del dir. rom. nel m. e. Trad. ital., I, Firenze 1844, pag. 135-148. Cfr. anche il diploma di Federigo I al comune di Ferrara dal 1164, in Muratori Antiq. Ital., Diss. XLVIII.
[338]. Leicht. Ricerche cit., pag. 8-9
[339]. Cfr. Schupfer. Il dir. priv. cit., I, pag. 67 e segg. e II, pag. 91; Pertile loc. cit., III, pag. 35 e segg. Vaccari P. Ricerche di storia giuridica, Pavia 1907, pag. 3-43. Il colonato romano e l'invasione long. Cfr. però per lo stato personale le giuste osservazioni del Leicht. Studi cit., II, pag. 108, oltre a ciò che ne dice nel vol. I, pag. 51 e segg.
Vedi il bel documento del 746. Troya. Cod. Dipl. Lang., n. 594, e le osservazioni del Tamassia. Fidem facere e manum facere in «Arch. giurid.», 1903, pag. 536 e segg.
Noti documenti (Troya. Cod. Dipl. Lang., n. 480 e Reg. farf., n. 16 e 35) mostrano concessioni regie di una terra con facoltà di alienazione e di permuta, senza perdita da parte del sovrano dell'alto diritto sulla terra stessa. Al re, infatti, è dovuto sempre il pagamento del canone stabilito col primo cessionario e, qualche volta, anche la facoltà di sostituire una terra diversa a quella già concessa.
È un'altra prova dei tratti comuni che hanno due civiltà in condizioni opposte.
[340]. Cfr. i documenti riportati dal Pertile. loc. cit., III, pag. 38.
[341]. Ricerche cit., pag. 15-17.
[342]. Muratori. Antiq. Ital., Diss. XLV.
[343]. Id. Ibid.