[328]. Loc. cit., pag. 443-44. La stessa tesi riguardo alle concessioni di terre fatta da Genserico ai suoi vandali, è sostenuta dal Martroye (Genséric, la conquête vandale en Afrique et la destruction de l'empire d'occident. Paris 1907, pag. 297 e segg.) e dal Roberti (Arimannie vandaliche in Africa in «Studi in onore di F. Ciccaglione. Catania, 1909, vol. I, pag. 103 e segg.).
[329]. Loc. cit., pag. 466-67.
[330]. Muratori. Antiq. It. Diss. XIII. Cfr. anche Pivano S. Stato e Chiesa in Italia da Berengario I ad Arduino. Torino 1908, pag. 20. Il Muratori dètte di questo diploma — è vero — un'interpetrazione estensiva che in realtà esso non ha, essendo rilasciato al solo vescovo di Arezzo e non a tutti i vescovi d'Italia, come egli pensò. Ma non mi sembra onesto — però — tacere che i diplomi dello stesso imperatore a Cremona (Pivano, loc. cit., pag. 21) e a Verona (Ughelli, loc. cit., V, col. 724), con formulario identico a questo, dimostrano una volta di più la sicurezza d'intuito di lui, che, partendo da un punto, che, considerato isolatamente, è inesatto, emetteva tuttavia un giudizio in complesso vero e sicuro.
[331]. Cito l'ed. del Pasqui U. Documenti per la storia di Arezzo, Firenze, 1899, n. 49, pag. 71-72.
[332]. Böhmer, Acta Imperii Selecta, vol. I. Insbruch. 1870, n. 63, pag. 60.
[333]. Muratori. Antiq. Ital., Diss. XIII. col. 736.
[334]. Id. Ibid.
[335]. Lupi. Cod. dipl. bergam., II, pag. 1169-70, cit. dal Checchini, pag. 461.
[336]. Cit. dal Checchini, pag. 462.
[337]. Leg. Lang. Guido 3. Nemo comes neque loco eius positus neque sculdasius ah arimannis suis aliquid per vim exigant praeter QUOD COSTITUTUM LEGIBUS EST.