[700]. Cap. italicum. Cap. Loth. 13.

[701]. c. 5, ed. cit. pag. 100. Esso riprende alla lettera il concetto della leg. un. tit. 56 libro XI del Cod. Just.

[702]. Capit. ital. c. 37.

[703]. Giulini Mem. cit. VII. p, I, pag. 890-91. Testam. dell'arciv. Ansperto a. 879.

[704]. Delle antichità long. milan. cit. I. p. 242.

[705]. È del 25 agosto 1097 ed è edito dal Del Giudice Studî cit., pag. 61.

Che nell'espressione — consulatu civium — non si trovi la menzione del consolato, del gruppo dei consoli della città di Milano non si può ammettere (dice il Del Giudice, a cui sottoscrivo pienamente, fatta eccezione del modo d'intendere la parola cives) per tre ragioni e cioè: primo, che la voce cives nell'uso delle fonti milanesi del secolo undecimo, non designa già (come avvenne più tardi) tutto il popolo, ma solo la borghesia in senso stretto, cioè un ceto particolare opposto alla nobiltà rappresentata dalle due classi feudali dei capitanei, e dei valvassori o militi. Per tal modo vi sarebbero stati, a tenore di questo documento, i consoli dei borghesi (cives) e non quelli dei capitanei e dei militi; il che è contradetto dalle più antiche sentenze a noi pervenute dai tribunali consolari le quali portano il nome dei consoli delle varie classi. In secondo luogo è da osservare che dei molti nomi di persone segnate come testimoni o presenti all'atto, non uno si legge che porti il titolo di consul mentre non mancano gli appellativi di giudice, di messo imperiale, di notaio. Eppure, se la carta fosse stata scritta nel consolato cioè nel luogo di residenza dei consoli ed alla loro presenza, non sarebbe mancata l'indicazione del loro nome. La terza difficoltà è questa: che negli anni successivi al 1097 non vi è parola di consoli in atti pubblici dove la loro presenza o partecipazione sarebbe stata necessaria. Non rimane adunque che interpetrare la data della carta cremonese come indicante la località dove si radunavano i cives; dove si teneva il consilium civitatis.

[706]. Del Giudice. Studi cit. pag. 50.

[707]. Id. ibid. pag. 52.

[708]. Ed. dal Muratori. Antiq. ital. diss. XV, col. 853-55.