I gruppi primitivi si erano, in una certa fase del loro sviluppo, fondati su una piccola zona di territorio, la quale provvedeva ai bisogni della pastorizia e dell'agricoltura, ed aveva il suo centro nel luogo più facilmente difendibile, rafforzato da opere stabili di difesa.

I limitatissimi scambî di prodotti avvenivano, probabilmente, in un ambito ristrettissimo che non oltrepassava il cerchio delle gentes.

Forum, secondo la più arcaica delle cinque definizioni datene da Varrone (v. 145) le quali segnano altrettante fasi per cui è passata l'idea adombrata dalla parola, è la piazzetta davanti al sepolcro familiare «quod nunc vestibulum sepulchri dici solet». Sono i sepolcri gentilizi intorno ai quali si riunivano, nei giorni di sacra, tutte le famiglie appartenenti alla medesima gens. I primi contratti, lo scambio delle derrate e delle merci, la consegna delle cose date in permuta si compiva in presenza delle famiglie contraenti; e la stessa mancipatio con i suoi cinque classici testimoni, si spiega più agevolmente nella sua genesi in un convegno gentilizio che in un pubblico mercato. I patti primitivi delle gentes, in mancanza di garanzia dello Stato, non avevano altra sanzione che la sacertà: e sacer doveva essere, prima ancora delle XII tavole e non soltanto a Roma, colui che violasse i patti privati, fossero questi di cambio, di vendita, di mutuo etc. Nè a proteggere i patti s'invocarono gli Dei del cielo, ma bensì gli Inferi; chè presso lo Stige si giurano i patti e gli spiriti dei defunti sono quelli che vegliano sulla fede dei vivi.

Questo carattere sacrale si spiega facilmente riflettendo che il formulario dell'antico diritto romano — e si può, quindi, agevolmente comprendere quanta parte del diritto stesso — proviene dai pontefici, ed è senza dubbio sacrale il formulario dei negotia per aes et libram, vale a dire dei negozî che servono tanto a trasferire diritti di proprietà — mancipatio — quanto a creare rapporti obbligatorî — nexum —.

Ed inoltre se obbligare allude, secondo il Perozzi, alla garanzia del terzo — il praes o vindex — perchè il nexus rimane in catene; la parola latina contrahere richiama alla mente la figura di un terzo il quale avvicina le parti e rende possibile lo scambio, ossia, giuridicamente parlando, perfeziona il negozio e questo terzo, nel primitivo ordinamento, non può essere un estraneo, dev'essere un congentile.

In seguito, per la diuturna lotta per l'esistenza, gran parte di questi nuclei sparì a vantaggio di quelli più forti e più favoriti dall'ubicazione e dalla fortuna; e questi si accrebbero della popolazione e del territorio di quelli.

Ma l'uno e l'altra non furono equiparati alla condizione dei popoli e dei territorî a cui venivano aggiunti: una parte dei nuovi venuti fu aggregata alla città, ma all'esterno di questa, e qui continuarono a venerare le loro originarie divinità: ed i nuovi territorî furono assoggettati alla giurisdizione della città, ma non raggiunsero con essa quell'intimità di rapporti che aveva stretto la città al suo territorio originario. Ed è da allora, presumibilmente, che la città comincia ad avere un contenuto suo particolare e ad assumere aspetto e natura giuridica speciale.

Il prolungato contatto di quelli che vivevano dentro la città con quelli che abitavano nella sua immediata vicinanza, reso più intimo dallo stato continuo di guerra esterna, produsse una coesione, il primo resultato della quale fu l'accettazione da parte della città delle divinità venerate nel suburbio e delle divinità di quella da parte di questo: ciò che a noi è rivelato dalla proibizione di seppellire o bruciare i cadaveri entro la città: proibizione inconcepibile senza questa equiparazione, perchè la venerazione dei defunti costituiva un vero e proprio culto, l'oggetto del quale, il cadavere, non poteva sicuramente esser deposto in luogo sacro a divinità straniere e, quindi, nemiche.

La derivazione etimologica di forum, infatti, da foris, foras, fores, con l'o breve, indica la situazione esterna dal luogo chiuso, dalla città, e concorda pienamente con il sistema, di origine orientale e di importazione etrusca, di cui le XII tavole ci conservano la più antica formulazione per l'Italia, che «in urbe neve urito mortuum neve sepelito».

La città, intanto, sorge quando il gruppo che la compone ha raggiunto un'energia sociale ed economica che vincoli in modo definitivo e assoluto gli abitanti al territorio e crei tali rapporti fra questo ed il capoluogo da permettergli di cingersi tutt'all'intorno di mura.