Base del regime cittadino rimase sempre la prevalenza degli urbani: civis, per eccellenza, fu solo il civis urbanus, il quale costituì uno speciale sodalizio — sodalicium urbanorum — compose i collegi — collegium urbanum — ed ebbe ed elesse i suoi magistrati — magistratus urbanus —. Ad essi soli furono riservate le cariche e gli onori e fra essi, e fra essi soltanto, si trovavano coloro che godevano di tutti i diritti di cittadinanza; la quale, data la posizione speciale ed egemonica di Roma, comprendeva, oltre le maggiori facoltà di ogni città, anche il godimento di un certo numero di diritti e di facoltà nei rispetti delle altre città e di Roma.
Roma, prima parte involontaria di una confederazione etrusca e più tardi della confederazione latina, forte di una genuina e vigorosa costituzione di Stato, assodata dalla pressione compatta della plebe sul comune delle genti originarie e patrizie, rocca salda di confine nel territorio latino, collocata nel cuore della penisola, al confluente etnico, delle stirpi italiche e della gente etrusca, su di una vera linea strategica che separa il nord dal sud e pressata in cerchio dalle attività di una vasta regione (Bonfante), ebbe quest'origine e questa formazione e per lunghi secoli si governò e si resse con questo regime.
Solo verso la metà del secolo secondo dopo Cristo, ampliata enormemente nei suoi confini che i successivi allargamenti delle cinte di mura spostavano di continuo in più larga cerchia, essa abbandonò l'antico e glorioso sistema ed equiparò i continentia aedificia alla città, fece degli abitanti dei sobborghi dei veri e propri cittadini e iniziò forme e sistemi di governo di carattere sempre più particolare.
Ma Roma rappresenta l'eccezione. La regola era costituita dalle altre città italiane.
Anche quando, nell'epoca sillana, il territorio, politicamente così vario d'Italia, acquista un'unità compatta con l'estensione della cittadinanza romana, il solum italicum è assimilato all'ager romanus e reso suscettibile di dominium ex iure Quiritium e via via per leges datae il nuovo territorio dello Stato dominante venne a costituirsi come un insieme coordinato di municipii, autonomi quanto all'amministrazione ed alla giurisdizione inferiore, con uno schema abbastanza uniforme in cui tornano le cariche e gli organi della città di Roma (duoviri invece di consules, decuriones invece di senatores etc.); questi organi e questi magistrati sono eletti e formati, secondo l'antico sistema, soltanto dagli urbani.
Quando fu istituita la vigesima hereditatum, che, come dice la parola, colpiva le eredità e forse anche, stando a Dione Cassio, le donazioni; questa non ebbe vigore entro il perimetro del suburbio e tanto meno poi entro la città.
Ed anche nella decadenza questo sistema speciale di rapporti si mantiene in gran parte fermo. Abolito l'antico privilegio dell'immunità finanziaria di cui fino allora aveva goduto l'Italia, il territorio non fu nè tutto nè contemporaneamente sottoposto a tributo. La plebs rustica extra muros posita fu sottoposta alla capitatio ed all'annona solo molto più tardi e soltanto nell'anno 400 i praedia urbana cominciarono ad esser assoggettati alla tertia.
Nell'epoca di Caracalla, probabilmente per la ripercussione della constitutio antoniniana del 212 e per effetto di altre costituzioni imperiali, le magistrature si concentrano nelle curie, formate col voto esclusivo dei cittadini, con esclusione dei plebeii homines; ma questi continuano a godere dei beni pubblici e a mantenersi distinti dai suburbani sui quali, per la lenta stratificazione sociale, si consolidano le originarie prestazioni in oneri fissi ed immutabili.
È il fatale avviamento alla rovina.
Il decadere dei commerci, il languire delle industrie, il ristagno degli affari, l'estendersi del latifondo, le preoccupazioni delle invasioni, prima irrigidiscono, poi spezzano i vincoli amplissimi e fecondi che tenevano unito l'Impero. Il centro di esso va lentamente spostandosi da Roma: la cittadinanza, estesa da Caracalla, non è più la cittadinanza di Roma, ma quella dell'Impero; la capitale non è più soltanto Roma e di divisione in divisione, cercando appoggio solido al suo gran corpo cadente, l'Impero, bipartito, quadripartito, diviso in diocesi e suddiviso in provincie, si appoggia principalmente sulle città, dove viene a convergere ogni elemento di vita.