Dieci minuti? Son già dieci minuti di volo? Si trovano già a più di 30 chilometri da noi? Allora tra quaranta minuti, traversato un mare, essi saranno tra le vampette rosse, che ogni terra, ogni nave partorisce per accoglierli... Ah! Aquilotti d'Italia! Son certo gli occhi dell'anima che ci permettono di vedervi ancora, piccoli punti che la nebbia offusca. Questa cosa grigia e piatta che voi forse rigirandovi vedete ancora come una cornice scura del grande baratro azzurro, siamo noi, l'Italia, l'ansia, l'angoscia, la vista inumidita... E quell'altra cornice che voi forse già scorgete avanti a voi è l'odio, lo sguardo micidiale, l'Austria, la morte...

Tra qualche minuto il fato vostro è deciso, aquilotti d'Italia. Possa l'anima nostra sostenervi con mille mani invisibili quando, tra poco, intorno a voi, risuoneranno i rintocchi metallici degli shrapnel ed aprirvi sicura la via nelle sfere brucianti delle esplosioni...

Non vediamo più nulla, noi: ma è restato nell'aria come un triplice solco luminoso che si figge nelle nuvole; ed esso persiste anche nel nostro spirito contro la grande nebbia dell'attesa.

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Sapremo tra quattr'ore, da un'altra città, del loro ritorno. Uno dei tre ce lo telegraferà subito, come ha promesso. Aspettiamo e mentre per le immutabili leggi dell'esistenza noi continuiamo ad occuparci delle minute faccende giornaliere, lassù, intanto, la tragedia si svolge...

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Eccolo il telegramma. Quando il sistema nervoso è in tensione, ogni involucro che racchiude pensiero umano ne lascia sfuggire un poco, tanto quanto basti al presentimento. Da questo foglietto giallo ingommato di fresco emana qualche cosa d'indefinibile e che somiglia al senso di diffidenza che ispirano alcuni fiori contenenti tra i petali chiusi un polline avvelenato.

La censura ha costretto a poche parole ambigue spoglie di ogni accenno di precisione. Ma il loro significato s'erge per noi inciso e nitido nell'angoscia, come un albero morto solitario nella neve:

«Due bene altro disceso troppo basso perduto».

Disceso troppo basso... L'eroismo supremo degli aviatori... Venir giù, diritti sulla fornace per colpire meglio...