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— «Patrò»... Oh! San Benedetto del Tronto! Chi sarà? Ma riconosco subito i poco ortodossi caratteri dell'unico scrivano pubblico locale, al quale tutti i marinai di laggiù ricorrono. Ecco una lettera certamente schietta.
«Patrò». Lu paroco della Marina mi ave ditto che tu sei volute scrivere quelle cose dellu sciò che io che songhe Antò Picchinsù tè songhe dite anno (l'anno passato). Lu paroco dice altretante che tu non sei credute a lu sciò e che sei ditto che ne lu mare Adriatiche lu sciò nun se pò più vedere a cagione che so cose delli vecchi. Patrò, sei fatte male prassà (molto). Antò Picchinsù te pò sulla Croce dire che li peccati de lu mondo so troppi prassà e che lu santissimo Gesù e la Matonna de Loreto te farano vede nu sciò che tu no lo sei viste maie e tutte l'Adriatiche se avrà tanto grande spaventoso che paranze, lancette, sciabiche non vano più pe lu mare. Sei capite, patrò? Lu diavole che s'è preso lu mondo e lu mare perchè la fede non c'è più e iè venute lu socialisme. Questo te dice Antò Picchinsù, patrò, che ci devi credere con tanti saluti e te racomanda alla santissima Matonna de Loreto.
servo oplicatissime
Antò.
Io invidio, o Antonio detto Becco in su, la tua anima ottuagenaria e semplice. È questo il mare che dovrebbe diventar spaventoso per i troppi peccati del mondo? Puoi tu concepire vuoto di vele gialle e rosse questo azzurro infinito che s'avvicina trascolorando in opale e viene a sfrangiarsi in spuma candida, fusione perfetta di luci, colori, ombre, balenii, capolavoro di armonia? Leva le vele all'Adriatico, spoglialo dei casotti multicolori disseminati sulle sue sabbie di pallido oro e ne avrai un cimitero o una visione d'apocalissi. Più che ogni altro mare, l'Adriatico vuole l'uomo e l'inno mattutino dei suoi pescatori, se no è mare di tragedia, o dissennato profeta Antonio.
Ma in quanto ai peccati del mondo, questo vecchio che minaccia uno scïò senza precedenti, non ha torto. Io immagino facilmente che quello che egli chiama peccato, lo desuma da ciò che la sua annebbiata vista gli mostra sulla tranquilla spiaggia del suo paese, quando una modesta anzichenò, folla di bagnanti la popola durante le arsure estive. Scherzi semi-innocenti da collegio, laggiù: discorsi da refettorio conventuale a confronto di ciò a cui si assiste e che si vede qui. L'officina centrale del peccato, caro Antò, è questa.
Bah! giù di nuovo sulla sabbia calda, aprendo le braccia a croce e socchiudendo gli occhi per lasciar entrare a poco a poco il pulviscolo d'oro e di rame che offusca le visioni della terra. Così.
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— Est-ce-que vous aimez beaucoup à vous laisser rôtir?