— E tua madre?

— Egiziana, ma figlia di greci.

C'è tutto. Intravedo un complicato e vagabondo romanzo di guardaroba e cucina, un poco più basso dei romanzi dei piani superiori degli alberghi. E questo ibrido essere vestito di rosso, dal viso già sfiorito, dallo sguardo reso già obliquo dall'ereditarietà della mancia, ne è il prodotto.

— E ora vattene.

Ed eccomi solo col giornaliero mucchio di carta in mano, la porzione quotidiana di vanità e menzogne trattenuta sul setaccio di varie calligrafie e di non sempre ferme ortografie.

...«Pregiatissimo... Carissimo... Egregio... Stimatissimo... Illustre...» Sicuro: tutto il rispetto umano si rifugia nello scritto: alla voce, il resto...

«Amico mio» — Ahi!... — «suo silenzio»... «tè»... «sempre»...

Riduciamo, per esempio, a dieci giorni questo «sempre»: un rapido calcolo finanziario, e...

Avanti.

«Si ha il pregio di portare a conoscenza della S. V. che a parziale scioglimento della riserva contenuta nel foglio citato a margine...» — Servizio: per la burocrazia il mare parla così.