— Anche quella là? — ribatte sorridendo il personaggio senza rilevare affatto la mia non invitante dichiarazione.
Quella là, chi? Ah! Contro i bagliori d'incendio del tramonto una fine figura nel viale apparisce che lentamente vien verso di noi, e pare come soffusa da una luce di miracolo che l'accompagna nel cammino e dà rilievo al suo passo ritmico.
Non v'è dubbio: è la mia recente conoscenza del salone di scrittura, mia compagna di qualche giorno di gite.
Che cosa vuol dire, costui? Una frase qualsiasi o vuol precisare un senso alle sue parole? E mentre cerco una risposta che non viene, la bella creatura s'avvicina, guarda prima lui con un strano, fuggevole, laterale sguardo di rispetto, nuovo nei suoi occhi, poi guarda me chinando un poco il capo con un sorriso di saluto e passa.
— La conosce? — gli domando con indifferenza.
— Mi pare che conosca piuttosto lei, — mi risponde ambiguamente l'uomo ridendo, ma con una nota di più del necessario. Poi cambiando repentinamente tono:
— Sa perchè mi son permesso interrompere la sua contemplazione di Venezia? — aggiunge —. Perchè devo partire dall'Italia e volevo salutarla.
La notizia non m'interessa gran che. Ma un elementare dovere di forma mi costringe a mostrare una certa sorpresa.
— Una gita commerciale, immagino....
— No, son chiamato sotto le armi per un lungo periodo di manovre...