Il direttore approfitta di questa circostanza e mi assicura che se io volessi soltanto osservare intorno a me nell'ambiente in cui siamo, potrei trovare molti soggetti di studio.
— Può essere... — gli rispondo vagamente — e del resto stia certo che già me ne sono accorto abbastanza...
Ma l'uomo sorride coll'accondiscendente sorriso di colui che ne sa di più.
— Sì, signore: ma per quanto lei osservi e in parte anche indovini — mi dice — non arriverà mai al colpo d'occhio sicuro che acquista chi, come me, vive da lunghi anni in fornaci di questo genere. Vede: per esempio, signore, da che lei è qui ha già commesso un paio di errori.
— Sentiamo...
— Giovedì scorso, lei andò a passeggiare di sera dopo pranzo, solo, lungo la spiaggia avanti ai casotti, fino a notte. — Sa! Noi seguiamo tutto...
— Mi pare di sì. Ebbene?
— Come, «le pare»?... Non ha osservato niente? Non ricorda niente? Lo vede che ha bisogno del mio aiuto! Non ha notato numerose passeggiatrici solitarie, pronte alla parola, inventrici di mille pretesti per attaccare discorso... mare... luna... malinconia... nostalgia... il «bull terrier» o l'«aberdeen» che si sperde sempre... la scarpina bagnata dall'onda... il piccolo grido di spavento e di richiamo...? Oh! ah!... oh!...
— Ma...
— Ebbene, senta: Il venerdì mattina, come lei sa, si pagano i conti della settimana d'hôtel... Mi spiego?... E si regoli nelle serate di vigilia....