perchè il mio amore t'accompagni NEL mare e ti preservi da ogni pericolo mentre scandisco le ore della tua assenza ripetendo la cara parola: Italia.
«La tua....».
Ah! A quale dei due ufficiali dovrei chieder scusa della mia involontaria indiscrezione; a quello che dorme a pochi centimetri da me, o all'altro che veglia di là da questa cortina?
Io ignoro i loro nomi di battesimo, e non so per quale dei due questa sconosciuta e intelligente personcina invii l'eco della sua angoscia quaggiù, NEL mare, affidandolo a così alto messo. Ma in fondo la cosa è indifferente: sono entrambi fidanzati, e le parole dell'uno possono valere anche per l'altro. — Allora io guardo colui che dorme, e continua a rigirarsi così malamente su sè stesso, ed ho la visione di altri sonni agitati, in camere lontanissime da qui, dove giovani teste involte da trine ansano colla bocca dischiusa su guanciali scomposti, avvertite da misteriose forze d'intuito che questa è notte di pericolo...
Bene: ancora una volta, un poco della divina armonia italica, per fugare ombre tristi: una pagina a caso... Purgatorio: Canto XV:
Quell'infinito ed ineffabil bene,
Che lassù è, così corre ad amore
Com'a lucido corpo raggio viene.
Tanto si dà, quanto...
Strano! Mi pare che al ritmo del verso stupendo s'aggiunga in cadenza un piccolo palpito partorito dal mare e proveniente da distanza enorme. — Che cosa sarà? Un fenomeno dell'aria viziata o della pressione troppo alta, che dà fermento alla mia testa?