O buon equipaggio del Sommergibile «....»: ecco: l'ospite ha mantenuta la promessa! E ha voluto lasciare a queste linee scritte tra voi, dietro la cortina rossa della camera di manovra, la loro intonazione cupa, così come gli venne dettata dall'ambiente vostro. Oggi, rilette al sole, esse gli ricordano l'impressione suscitata dalla vista di quelle creature degli abissi che strappate dal fondo e gettate morte alla spiaggia, nessuno conosce.

SUPREMO GRIDO. (LA CASA).

He sinks into thy depths with bubbling groan,

Without a grave, unknell'd, uncoffin'd......

(Byron — CLXXIX).

I.

S'erano seduti in terra lungo un muro che proiettava nel cortile del vecchio forte veneziano una larga lama d'ombra violetta. Era quello il posto che nelle ore di riposo essi occupavano d'abitudine da quando s'era iniziata la seconda estate della loro prigionia. Di fronte a loro, nelle massicce mura patinate dal tempo, s'apriva tra due spigoli uno spiraglio bianco di case di Sebenico, addossate in lontananza alla collina di San Giovanni e sormontate dal campanile d'una chiesa di cui ignoravano il nome, ma che essi guardavano spesso.

Stormi di corvi vi volteggiavano al sole esercitando i piccoli al volo tra i due edifici contigui. Le loro grida rauche, piene d'incitamento e di gioia, vi risuonavano forte, con risonanze da caverna, come di notte vi si ripeteva il lamento tragico delle civette. E ciuffi d'erba scura, erba da rovine e da sepolcri, dall'aspetto riarso, ma sempre viva d'una vita acre succhiata alle pietre, vi pendevano inerti.

In quelle ore l'antica fortezza si vuotava tutta delle centinaia di soldati croati e bosniaci che la presidiavano, raccolti in piazza d'armi, di là dagli spalti, da un vecchio maggiore azzoppato sul Carso da granata italiana e che poteva così chiamarli bestie per due ore al giorno.

Nulla s'intravedeva della duplice serie di baionette, nè delle complicate chiusure con cui l'uomo ama circondare l'uomo che gli cade in mano al buon tempo della guerra. E un silenzio pigro di convento gravava tra quelle rudi mura di violenza che sonnecchiavano al sole col sonno bieco delle fiere che è riempito da visioni di ferocia.