— Ein Italianisches Unterseeboot!... — ripetè il sergente scandendo le sillabe della seconda parola nella ottusa idea che ciò la rendesse comprensibile. E per aiutarsi meglio accennò con le dita ad una lunga forma affusolata che portava nel centro come un'asta, rappresentata da un indice volto in alto: il periscopio.

Il pallore è una cosa che si sente. Lo spasimo del cervello per un'idea troppo dolorosa ed improvvisa sembra fugare il sangue dal capo e costringerlo a correre in giù per comprimere il cuore. Allora si sente che il volto non è più che una maschera inerte, prima rappresentazione della morte: e quando le labbra sbianchite tentano ritrovar la parola, tremano, si contorcono e non vi riescono più.

Così i quattro prigionieri impalliditi, rimasero muti, ansando forte e contraendo le dita.

— Buum! Buum!... — Attorno a loro le braccia dei bruti, accennavano gioiosamente a squarci, a mostruose rotture, ad inabissamenti...

Così i quattro prigionieri, continuarono a rimanere muti, mordendosi le labbra, come per provare se ne potesse ancora uscire sangue, in una prova lunga, ostinata...

— Ach!... Ach!... Ach!...

Così, visto che il loro dolore appariva come un troppo crudele martirio, le risa attorno si elevarono di tono, divennero spasmodiche. Gli «Ach! Ach!» di gioia tedesca s'incrociarono con quei suoni gutturali che esprimono il tripudio croato. Le braccia levate in alto a rappresentare colonne d'acqua si stesero orizzontalmente per appuntire indici schernitori su di loro, come grinfie di demoni in una scena diabolica.

E così i corvi, aizzati dalle urla delle bestie-uomini, crocidarono più forte dall'alto, per giusta supremazia di bestie.

III.

Sul tavolo del comandante marittimo di Sebenico s'ammucchiavano intanto i telegrammi. Dai semafori, dalle stazioni di vedetta disseminati nelle isole e lungo la costa, ogni rivoletto della gerarchia risaliva verso la sorgente unica: Lui, il capo.