Hilda. Intendo dire che la sua coscienza è tanto sensibile, tanto delicata, che non può sostenere assolutamente nessun urto. Essa è incapace di sopportare il menomo peso.
Solness. (borbottando) Hum. E come dovrebbe essere la coscienza, secondo lei? Vorrebbe dirmelo?
Hilda. Per lei ci vorrebbe una coscienza... come dovrei chiamarla?...
Solness. Ah, robusta? E la sua coscienza è robusta? Dica.
Hilda. Sì, lo credo bene. Finora non mi sono accorta del contrario.
Solness. Probabilmente essa non ha dovuto subire grandi prove, penso.
Hilda. (con una contrazione agli angoli della bocca e tremando un po’) Non è stata poi una cosa così indifferente l’aver abbandonato mio padre, cui voglio molto bene.
Solness. Gran cosa! per un mese o due....
Hilda. Non ritornerò probabilmente mai più presso di lui.
Solness. Mai? Quale è stata dunque la causa della partenza?