Hilda. (guarda innanzi a sè con occhio velato e mormora qualcosa piano. Si sentono solo le parole).... terribilmente emozionante!

FINE DELL’ATTO SECONDO.

ATTO TERZO.

SCENA I.

Una grande veranda attigua alla casa di Solness. A sinistra è visibile una parte della casa ed una porta che dà sulla veranda. Una balaustrata a destra. In fondo, sulla parte stretta della veranda, una scala, che conduce al giardino sottostante. Grandi e vecchi alberi stendono i loro rami verso la casa sopra la veranda. A destra tra gli alberi si scorge una parte della nuova villa, con armature intorno alla torre. Nello sfondo, un vecchio steccato circonda il giardino. Al di fuori dello steccato, una strada con basse e malandate casupole. Orizzonte della sera con nuvole, illuminate dal sole morente. Sulla veranda una panca rustica lungo il muro della casa. Davanti la panca una tavola lunga; dall’altra parte della tavola una poltrona ed alcuni sgabelli di vimini. La Sig. Solness, in un gran scialle di crespo bianco sta riposando sulla poltrona, guardando fisso a destra. Dopo un momento entra Hilda Wangel, salendo la scala del giardino. È vestita come nell’atto precedente ed ha il cappello in testa. Porta sul petto un mazzettino di fiori di campo.

Signora Solness e Hilda.

Sig. Solness. (volgendo un po’ la testa) È stata in giardino, Signorina Wangel?

Hilda. Sì. L’ho percorso da capo a fondo.

Sig. Solness. Ed ha anche trovato dei fiori, a quel che vedo.

Hilda. Certo; ve ne sono tanti e poi tanti fra i cespugli.