Sig. Solness. Perchè, per me eran come creature viventi. Le portavo sul mio cuore, proprio come si fa coi bambini. (Il dottore Herdal appare col cappello in mano sulla porta della veranda e vede la signora Solness e Hilda)
SCENA II. Il dott. Herdal e detti.
Dott. Herdal. Come, signora, lei sta a sedere così all’aperto per raffreddarsi?
Sig. Solness. La giornata mi è parsa tanto bella e calda.
Dott. Herdal. Oh sì! Ma che succede di nuovo in casa sua? Ho ricevuto un suo biglietto...
Sig. Solness. (alzandosi) Sì, ho bisogno di parlare con lei.
Dott. Herdal. Va bene. Allora sarà forse meglio rientrare, (a Hilda) Anche oggi nel suo costume di touriste, signorina?
Hilda. (alzandosi allegramente) Sicuro, nell’abito più elegante. Ma oggi non voglio salire per rompermi la testa. Noi due ce ne staremo giù per benino, signor Dottore, a goderci lo spettacolo da qui.
Dott. Herdal. Quale spettacolo?
Sig. Solness. (piano ansiosamente a Hilda) Zitta, zitta, per amor di Dio! Eccolo che viene! Tenti di levargli questa idea dalla testa, lei forse ci riuscirà. E siamo amiche, signorina Wangel; lo possiamo!