Kaja. (ansiosa) No, zio, no. Aspetta ancora.
Ragnar. È meglio aspettare, babbo!
Brovik. (respira con affanno) Ah, ah! ho proprio tempo di aspettare a lungo io!
Kaja. (tendendo l’orecchio) Silenzio! eccolo, che sale le scale.... (ritornano tutti e tre al lavoro. Breve pausa). (Il costruttore Halvard Solness entra dall’anticamera. È un uomo piuttosto maturo d’anni, sano e robusto, con capelli tagliati corti e ricci, barba a pizzo e sopracciglia scure e folte. Porta una giacca grigia e verde, abbottonata, con collo dritto e larghi risvolti, ha in testa un cappello di feltro grigio, moscio e sotto il braccio un paio di mappe).
SCENA II. Detti e Solness.
Solness. (sulla soglia, indicando la stanza da disegno, sotto voce) Sono partiti?
Kaja. (sotto voce, scuotendo il capo) No. (depone il para-occhi. Solness attraversa la camera, butta il cappello sopra una sedia, mette la mappe sul tavolo presso il divano e si avvicina di nuovo allo scrittoio. Kaja scrive senza interrompersi, ma sembra nervosa, agitata).
Solness. (ad alta voce) Che cosa sta facendo lei, Signorina Fosli?
Kaja. (spaventata) Oh! non è che una cosa, che...
Solness. Mi lasci vedere, signorina; (si curva sopra di lei per guardare il libro e sussurra) Kaja?