Ragnar. (più vicino, alquanto esitante) Vorrebbero aver i disegni al più presto possibile.

Solness. (come sopra) Sicuro, questo lo vorrebbero tutti.

Brovik. (alza gli occhi) Sono ansiosi, dicevano, di abitare una casa propria!

Solness. Certo, certo, conosco queste cose. Prendano quel che trovano e come lo trovano. Si facciano costruire un alloggio, una specie di ricovero, ma non una casa. Lasciate che costoro si rivolgano a un altro. Diteglielo se ritornano.

Brovik (si alza gli occhiali sulla fronte e lo guarda meravigliato) Vuol cedere questo lavoro?

Solness. (impaziente) Sì, sì, sì, per Dio! Se assolutamente dev’essere... meglio così, che fabbricare in aria. (con vivacità) Perchè li conosco così poco ancora questa gente.

Brovik. È gente seria; Ragnar li conosce, frequenta la famiglia.

Solness. Seria, seria? Ma non intendo parlar di questo. Dio buono, nemmeno lei mi capisce dunque più, adesso? (con violenza) Non voglio aver da fare con stranieri che non conosco. Per mio conto lasciate che si rivolgano a chi vogliono!

Brovik. (si alza) Parla sul serio?

Solness. (brusco) Certo — Almeno per ora. (attraversa la stanza) (Brovik scambia un’occhiata con Ragnar che fa un gesto di diniego, poi va nell’anticamera)