Hilda. Ah! sciocchezze! di quello stupido regno non voglio saperne.
Solness. (si è abbandonato sulla poltrona e la guarda sempre immobile) È strano! Più ci penso, e più mi pare come se in questi anni io mi sia torturato...
Hilda. Perchè?
Solness. Per ricordarmi una cosa già compiuta e che mi pareva di averla dimenticata. Ma non sono stato mai capace di ricordarmi che cosa potesse essere.
Hilda. Avrebbe dovuto fare un nodo al fazzoletto, signor costruttore.
Solness. Per domandarmi in seguito che cosa significasse il nodo?
Hilda. Sicuro; non mancano i prodigi nel mondo.
Solness. (si alza lentamente) Mi ha fatto bene al cuore la sua venuta.
Hilda. (lo fissa con sguardo profondo) Davvero?
Solness. Mi sentivo così abbandonato e così privo d’aiuto.... (più piano) Le dirò: comincio a temere orribilmente della gioventù.