Solness. Il prezzo, Hilda! pensi al prezzo, al terribile prezzo che ho pagato, per arrivare a tanta fortuna!

Hilda. Non vi è alcun mezzo per vincere questo ricordo?

Solness. È impossibile. Per arrivare a poter dare queste dimore agli altri, ho dovuto rinunziare per sempre di possederne una io stesso. Io intendo di una casa, dove ci siano dei bambini... dove il padre e la madre possano vivere felici.

Hilda. (circospetta) Ci ha davvero rinunziato? Per sempre, dice?

Solness. (alzando la testa lentamente) Sì, questo è stato il prezzo di quello che lei chiama la mia felicità, la mia fortuna... (respira con sforzo) Fortuna, felicità... Hilda, che non ho potuto ottenere a minor prezzo.

Hilda. Ma, in avvenire?...

Solness. Giammai, no, giammai. Sempre a causa dell’incendio, e della malattia, che n’è seguita, di Alina.

Hilda. Ma allora, perchè tutte queste stanze di bambini?

Solness. (gravemente) Non ha mai osservato Hilda, che nell’impossibile c’è qualcosa, che attira, che attrae?

Hilda. (riflettendo) Nell’impossibile (con animazione) Certamente! Sa anche questo?