Str. Me l’aspettavo, e per questo (estrae una rivoltella) mi sono premunito.
Ellida. (gettandosi innanzi a Wangel) No! non l’ucciderete! Uccidete me piuttosto.
Str. Nè te, nè lui: sta pur tranquilla! Deve servire a me soltanto, per vivere e morire da uomo libero.
Ellida. (sempre più esaltata). Wangel, lascia che ti parli innanzi a lui: tu vuoi e puoi trattenermi qui, perchè hai la forza. Ma la mia anima, i miei pensieri, le mie inclinazioni, i miei desideri, non potrai mai incatenarli. Essi cercheranno e seguiranno questo mistero, quest’ignoto pel quale io mi sento portata, e nel quale tu mi proibisci d’entrare.
Wan. (con un dolore rassegnato) Comprendo, Ellida, che tu mi sfuggi: il desiderio dell’infinito, dell’ideale irrealizzabile finiranno per gettare la tua anima nelle profonde tenebre della notte!
Ellida. Sì, sento sopra me il rumore prodotto dall’agitarsi di grandi ali nere!
Wan. Non voglio portarti fino a tal punto: ecco perchè sciolgo il contratto. Ora scegli il tuo cammino! Sei libera! completamente libera!
Ellida. (guardandolo per alcuni istanti con profondo stupore) È vero? Sono sincere le tue parole? Tu consenti?
Wan. Sì, col cuore lacerato, vi consento.
Ellida. Hai la forza di acconsentire?