Ellida. Sì, era il mio fidanzato.

Wan. Ma eri pazza dunque.... fidanzarti con uno sconosciuto? Come si chiamava?

Ellida. Allora si faceva chiamare Friman, più tardi le sue lettere portarono la firma di Alfredo Johnston.

Wan. Da dove veniva?

Ellida. Dalla Finlandia, mi disse. Credo che egli fosse nato là, e che abbia in seguito emigrato con suo padre.

Wan. Eppoi....

Ellida. Eppoi non so più nulla: noi non parlavamo mai del passato.

Wan. Di che cosa parlavate?

Ellida. Sopratutto del mare: parlavamo della tempesta e dei giorni di calma, delle notti scure e dei giorni pieni di sole. Parlavamo delle balene, delle foche, che si trascinano sugli scogli ai raggi del sole, e delle aquile e delle Sirene. Allora mi sembrava che quegli esseri dovessero appartenere alla stessa sua razza; e mi pareva che io stessa dovessi appartenere all’Oceano.

Wan. E fu allora che ti sei fidanzata con quell’uomo?