Stensg. Non verrà?
Sig.ª Rundhol. No; è stato qui stamattina alle quattro; figuratevi! Adesso viaggia sempre. È entrato qui, come una bomba, che io ero ancora a letto: e, sapete? voleva che io gli prestassi del denaro.
Stensg. Monsen?
Sig.ª Rundhol. Sì; a quanto pare, ha bisogno d’una forte somma: pur che gli riesca di trovarla! E voi, signor Stensgard, state per essere eletto deputato, eh? I miei auguri, e sinceri, credete!
Stensg. Io deputato? Che sciocchezza! E chi lo dice?
Sig.ª Rundhol. È un amico di Lundestad che me l’ha detto.
SCENA II. Hejre, signora Rundholmen, Stensgard.
Hejre. Eh, eh, buon giorno! disturbo forse?
Sig.ª Rundhol. Ma che! vi pare?
Hejre. Corpo di Bacco! Che lusso! Non vi siete mai fatta così bella per me, eh?