Hejre. Ebbene, prendetevi l’avvocato Stensgard, egli è celibe.
Sig.ª Rundhol. Ma siete proprio un uomo terribile! M’avete fatta andar in collera sul serio con voi! (Esce).
SCENA III. Hejre, Stensgard, Fieldbo.
Hejre. Quella lì, vedete, sarebbe un’amante deliziosa, e una moglie modello nello stesso tempo! Intelligente ed attiva! ed anche istruita; essa ha letto molto, caro mio!
Stensg. Ha letto molto, dite?
Hejre. Eh, eh, almeno crederei! visto che per due anni ha frequentato molto la biblioteca dell’editore Halm. Ma basta, basta! Mi figuro che voi avrete altro in testa, quest’oggi.
Stensg. Niente affatto, non ho da pensare che a dare il mio voto! E voi per chi votate, signor Hejre?
Hejre. Per nessuno, per nessuno, mio carissimo. Io metterò nell’urna la mia scheda bianca....
Stensg. Oh Dio, scriveteci su almeno il nome della signora Rundholmen!
Hejre. Eh, eh, burlone! Questa gioventù, eh! è sempre di buon umore! Vado a veder le bestie feroci laggiù! Tutta la città dev’essere in fermento. (Scorge Fieldbo che entra) Oh ecco il dottore! È senza dubbio per amor della scienza che venite qui?