Hejre. Andiamo, andiamo, non riscaldatevi tanto. Avrà parlato senza dubbio in.... senso figurato! Del resto domani potrete chiedergli una spiegazione, poichè siete stato invitato al banchetto.

Stensg. Io non sono invitato a nessun banchetto!

Hejre. Come? due visite, e neppure un invito, oh, oh!...

Stensg. Avventuriero e cavalier d’industria! Che intendeva egli dire....?

Monsen. Guardate! Basta parlar del diavolo perchè se ne vedano le corna! Andiamo, Bastiano. (Si allontana con Bastiano).

Stensg. Dunque che cosa intendeva dire il conte, signor Hejre?

Hejre. Non saprei che rispondervi in proposito, caro avvocato. Ne avete dispiacere?... qua la vostra mano, giovanotto, scusate se sono stato troppo franco! Vedrete, quanta dolorosa esperienza dovrete fare nella vita! Voi siete giovane, ardente, pieno di fiducia.... ciò è nobile, commovente.... ma credete a me: «La fiducia è d’argento, l’esperienza è d’oro.» È un proverbio di mia invenzione. A rivederci. (Esce).

SCENA IV. Lundestad, Stensgard, Ringdal, Bratsberg, Dora, Fieldbo, Rundholmen, Aslaksen, Folla.

Lund. (è sul palco e agita il campanello). La parola è al signor Ringdal, amministratore delle ferriere.

Stensg. Signor Lundestad, io domando la parola.