Stensg. Che notte deliziosa! Qui tutto è calma, è silenzio: intorno a noi risuonano ancora le grida giubilanti della folla, le ultime note della musica.... Oh chi non si sente migliore in questi momenti, non merita neanche di vivere!

Fieldbo. Sì, ma dimmi, che cosa farete domani, che cosa farete nei giorni seguenti, che cosa volete fabbricare?

Stensg. Fabbricare? Ma prima bisogna demolire, caro mio! Fieldbo, ho sognato una volta che il giorno del giudizio universale era venuto; io guardavo attraverso le nuvole: il sole era scomparso, solo i lampi mandavano sinistri bagliori. Poi la tempesta; essa travolse ogni cosa.... le foglie degli alberi e gli uomini. Questi venivano trascinati violentemente e sembravano tanti borghesi che corressero in traccia dei loro cappelli, portati via dal vento! Cosicchè quando si avvicinarono a me fui assai sorpreso di vedere che erano tutti imperatori e re, che invano correvano dietro furiosamente alle loro corone, ai loro scettri. Così ne passarono centinaia e centinaia senza sapere il perchè di tal corsa sfrenata. Alouni gridavano: «Ma donde viene questa orribile tempesta?» E si udiva rispondere fra il muggito del tuono e il sibilo del vento: «Una voce potente si è fatta sentire, e dall’eco che ha risvegliata si è scatenata la bufera.»

Fieldbo. E quando hai sognato questo?

Stensg. Oh, molti anni fa!

Fieldbo. Forse in quel momento c’era la rivoluzione in qualche parte d’Europa, tu avevi pranzato bene e letto i giornali....

Stensg. Oh, il medesimo brivido ghiacciato! l’ho sentito questa sera passarmi per le vene! Sì, farò il mio dovere, sarò la voce che....

Fieldbo. Ascolta, mio caro, e rifletti. Tu vuoi essere la voce, non è vero? Qui, in questa città? e dove sarà, dimmi, l’eco che solleverà la tempesta? Della gente come il possidente Monsen, come Bastiano! Invece di imperatori e re fuggitivi, noi vedremo il signor Lundestad correre in traccia della sua elezione a deputato.... E che resterà del tuo bel sogno?... il principio soltanto: dei meschini borghesi che corrono al vento!

Stensg. Sì, dapprincipio; ma chi può sapere fin dove una tempesta estenderà le sue rovine?

Fieldbo. Fantasie! E poi, accecato, circuito come sei da questa gente, finirai col rivolgere contro di noi le tue armi, vedrai!