SCENA PRIMA. Lundestad, Ringdal. Folla numerosa.

(Lundestad porta all’occhiello le insegne del Comitato. È in piedi sul palco. Ringdal che porta le medesime insegne sta presso la tavola di sinistra).

Lund. Ed ora, miei compagni, un evviva alla nostra libertà! Noi l’abbiamo ereditata dai nostri padri; noi la trasmetteremo ai nostri figli. Evviva l’anniversario della nostra Costituzione! Evviva il 17 maggio!

La folla. Evviva, evviva, evviva!

Ringd. (mentre Lundestad scende dal palco). Evviva anche il nostro vecchio Lundestad!

Alcune voci. St! Zitto!

Molte voci. Viva Lundestad! viva il vecchio Lundestad! evviva, evviva!... (La folla si disperde).

SCENA II. Detti e Monsen, Aslaksen, Bastiano, Stensgard che si spingono innanzi attraverso la folla, un Cameriere.

Monsen. In verità, che questa volta egli vuol morire!

Aslask. Ancora ha parlato dei nostri interessi locali, ah, ah!