Stensg. Ah, tu hai sempre voglia di ridere! Tu non hai mai provato questo bisogno di movimento, di vita. Tu sei sempre stato indolente, sempre e dappertutto: in collegio e all’università; all’estero e qui.

Fieldbo. Non dico di no, ma quest’indolenza è piacevolissima, sai? Non rassomiglia per niente alla stanchezza mortale che vi fa cadere, voialtri, sotto la tavola, quando....

Stensg. Finiscila con queste sciocchezze; tu ti burli di me, e fai male: vuoi spegnere tutto il mio entusiasmo....

Fieldbo. Oh, ma sai se il tuo entusiasmo è così poco....

Stensg. Basta, basta; non turbare la mia felicità: non mi credi forse sincero, Fieldbo?

Fieldbo. Sincerissimo, non ne dubito.

Stensg. E allora non scoraggiarmi, non rendermi diffidente. (Rumori sotto la tenda) Senti, Fieldbo! Bevono alla mia salute. Non è forse nobilissima l’idea che agita questa folla?

SCENA VIII. Detti, Helle, Dora e Anna.

Helle. Vedete, signorina, l’avvocato Stensgard è là.

Dora. Allora è inutile andar più innanzi. Buona notte, Anna! Buona notte.