Fieldbo. Non te lo consiglio, tu non conosci il ciambellano Bratsberg!

Stensg. E allora farò sì che le mie azioni parlino per me!

Fieldbo. Sì, ma tu non puoi abbandonare il partito del proprietario di Storli.

Stensg. Cercherò di venire a una conciliazione. Non ho dalla mia la società che ho fondata? È una potenza, come vedi.

Fieldbo. Permetti.... E il tuo amore per la signorina Monsen? Ieri mi parve che il tuo progetto fosse giusto e ragionevole; ma pensandoci meglio, ho cambiato idea: e trovo che sarebbe più opportuno che tu non ci pensassi più.

Stensg. Forse hai ragione. Quando ci si sposa in una casa di gente maleducata, si sposa, per così dire, tutta la famiglia.

Fieldbo. Giusto: e poi.... ci sono degli altri motivi.

Stensg. Monsen non ha proprio nessuna educazione. Egli sparla delle persone che riceve in casa sua, ciò che è sconvenientissimo. A Storli, tutte le stanze puzzano di tabacco vecchio.

Fieldbo. Ma, caro mio, come va che non l’hai sentito prima questo odor di tabacco?

Stensg. Certe cose si capiscono col confronto. Appena arrivato qui, ho cominciato subito a trovarmi in una falsa posizione: sono caduto nelle mani di faziosi, che m’han riempita la testa dei loro pettegolezzi. Adesso è finita. Non voglio essere lo strumento del loro egoismo e della loro vanità.