Fieldbo. Ah, perciò tu calcoli sull’aiuto del Bratsberg?
Stensg. Io non calcolo che su me stesso. Io sono abbastanza forte per riuscire da solo, e ho del tempo innanzi a me. Per ora lasciatemi godere della bellezza del paesaggio e della luce del sole.
Fieldbo. Qui?
Stensg. Sì, qui, perchè la vita in questo luogo è deliziosa, perchè la gente è cortese, la conversazione facile e brillante, come una pioggia di perle. Ah, Fieldbo, solamente qui ho capito che cos’è la distinzione! La gente rifatta è tutta diversa. Quando penso alle ricchezze di Monsen, mi si affaccia alla mente una visione di biglietti di banca unti, di sudice ricevute di pegno: mentre qui, si tratta di metallo, di argento sonante e lucente. Lo stesso è delle persone. Il ciambellano Bratsberg, che ottimo vecchio!
Fieldbo. È vero.
Stensg. E il figlio! Svelto, sincero, attivo....
Fieldbo. È vero.
Stensg. E la nuora! Una perla! che splendidi doni ha avuto da madre natura!
Fieldbo. E Dora.... la signorina Dora è stata del pari dotata....
Stensg. Sì, non così splendidamente, però.