Stensg. Eccomi, eccomi, cara signora. (Il giuoco continua in mezzo a ripetute risate. Alcune persone d’età giuocano alle carte. Lundestad siede a sinistra. Hejre è vicino a lui).
Hejre. E quel bellimbusto che pretende che io abbia avuto dei rapporti colla giustizia!
Lund. Ah, non si può negare; è proprio un insolente!
Hejre. E in grazia di ciò, bisogna vedere quante feste gli fanno qui: par impossibile, come lo temono!
Lund. No, no, non lo temono affatto: Bratsberg crede che il discorso di ieri fosse rivolto a Monsen.
Hejre. A Monsen? Che pazzia!
Lund. È proprio così. Ringdal e la signorina Dora glielo hanno fatto credere.
Hejre. E allora egli va a trovarlo e lo invita a pranzo! Ah in fede mia, questa è magnifica! Ah, ma vi assicuro però che non posso tacere.
Lund. No, vi prego, non dite niente. Bratsberg è vostro amico d’infanzia, e sebbene si sia mostrato qualche volta un po’ duro verso di voi....
Hejre. Eh, eh! gli renderò la pariglia con usura!