Lund. Badate: egli è potente: non si scherza col leone!

Hejre. Bratsberg un leone! Oh egli è ignorante, e io no. Oh che allusioni piccanti, che pettegolezzi fioriti, che frasi mordaci m’ispirerà questo fatterello! quando il mio processo sarà bene avviato...

Selma (a Hejre). Signor giudice, che penitenza deve fare colui al quale appartiene questo pegno?

Erik. (a Hejre, senza farsi osservare). È di Stensgard: trovate qualche cosa di divertente.

Hejre. Questo pegno? Lasciatemi un po’ vedere. Bene: egli dovrebbe.... basta! Che faccia un discorso!

Selma. Signor Stensgard! signor Stensgard, tocca a voi.

Stensg. Oh, vi prego, dispensatemi: ho già parlato abbastanza male ieri.

Bratsb. Benissimo, invece, signor Stensgard. Me ne intendo un pochino anch’io, sapete, di eloquenza!

Lund. (ad Hejre). Diavolo! Basta che non gli venga in mente adesso di ritrattarsi!

Hejre. Ritrattarsi? Eh, eh, benissimo! Una magnifica ispirazione. (Piano a Stensgard) Se avete parlato male ieri, voi potreste ritrattarvi oggi.