Bratsb. Buon giorno, figlia mia, cerchi tuo marito?

Selma. Sì, m’aveva detto che sarebbe venuto qui stamattina; è venuto poi il signor Monsen, e....

Bratsb. Monsen? Ma adesso Monsen viene in casa nostra?

Selma. Sì, qualche volta, per affari; ma che cos’hai, cara Dora? Hai pianto?

Dora. Oh, non è nulla.

Selma. Sì, sì! A casa, Erik era di cattivo umore; qui mi par la stessa cosa. Ma ditemi, c’è qualche cosa?

Bratsb. Nulla che ti riguarda, in ogni caso. Tu sei troppo delicata, piccina mia, per portar certi pesi! Andate nel salone, figlie mie. Se Erik ha detto che veniva, verrà sicuramente.

Selma (a Dora). Andiamo! E tu difendimi dalle correnti d’aria. (Cinge la vita di Dora) Ma sai, cara Dora, che io potrei stritolarti! (Escono).

Bratsb. Sono già a questo punto i due speculatori! Dovrebbero anzi fondare una casa: casa Monsen e Bratsberg! Suonerebbe stupendamente! (Bussano) Avanti!

SCENA IV. Bratsberg, Stensgard, Fieldbo.