Gina. No, per oggi.

Edvige. Ma vedrai papà, che domani ne verranno delle altre.

Erm. Dio lo voglia; tu domani conti incominciare a lavorare sul serio?

Edvige. Domani?... Domani che è il giorno della mia festa?

Erm. È vero.... A dopo domani allora — e ricordiamoci bene, d’ora innanzi faccio tutto da me, da me solo.

Gina. Che idee sbagliate. Ti tireresti sul capo pasticci e null’altro. — Lascia a me la direzione dello studio, tu pensa alla tua invenzione.

Edvige. Ma e all’anitra selvatica, e ai conigli... Chi ci penserà poi?

Erm. Non parlarmi di simili sciocchezze, non ho più tempo di occuparmi di loro. In quanto a quell’anitra selvatica, poi, vorrei torcerle il collo.

Edvige. All’anitra? Alla mia anitra?

Gina. Ma Erminio che dici?